A-binary
Regia e coreografia Jessica D’Angelo
Con Salvatore Sciancalepore e Jessica D’Angelo
Musiche originali Luca Vianini
Disegno luci Giacomo Casadei
Produzione Artemis Danza
Foto Paolo Degan, Annamaria Pinciotti, Valeria Tomasulo
Un fare e disfare anima questa performance.
Partendo dal corpo e dalla sua anatomia, attraversando immagini e scenari, si assiste ad un incontro ed al tentativo di generare nuove corporeità che per loro stessa natura sono destinate a disgregarsi, innescando un meccanismo di decostruzione del genere e del ruolo. Aprendosi alla possibilità di inventare e mescolare fisicità e visioni, i performer si affidano l’uno all’altra, dando vita ad un rituale di trasformazione che vede nell’ambiguità delle forme e dei movimenti la sua realizzazione. Riconoscendo il genere come uno stile corporeo ma anche una serie di atti, una strategia culturale, una simulazione, il corpo in scena si apre a desideri e proiezioni, carnalità e forza, in un flusso costante di movimento che è la condizione necessaria per aprirsi allo sconosciuto. Eros, pulsione della vita, e Thanatos, pulsione della distruzione, sono elementi che nutrono il modellarsi dei corpi in scena, bramosi di trovare una forma che possa dar loro pace, ma allo stesso tempo vincolati al cambiamento da un contratto invisibile che impone loro un susseguirsi di azioni e tentativi. Uniti dall’inizio alla fine, i performer perdono le proprie identità, creandone nuove e impossibili, in un groviglio di carne che si districa solo per potersi nuovamente aggrovigliare, lasciando così a chi osserva la possibilità di perdersi e contemplare nuove possibilità.
"Il mio corpo è ovunque nel mondo, è coestensivo al mondo, esteso attraverso tutte le cose e, insieme, raccolto in questo solo punto che esse tutte indicano e che io sono senza poterlo conoscere”
J.P.Sartre, L'essere e il nulla



